Sabato, 21 ottobre 2017
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Home » F.A.Q. » I messaggi sono ricevuti attraverso una scrittura automatica. Spiritismo?
Scrittura Automatica o Scrittura Ieratica (Sacra)? Risposta del Rev. Christian Curty OFM Sacerdote ed Esorcista

E’ ampiamente risaputo che i messaggi che Vassula scrive e ci trasmette sono dettati da Nostro Signore. Nel momento in cui scrive, la sua grafia cambia e diventa abbastanza diversa da quella sua spontanea ed usuale. La grafia personale di Vassula è normalmente piccola e rigida, sebbene regolare e ben controllata dalla sua volontà che sa ciò che vuole. Ed ancora è intrisa del suo calore e della sua raffinatissima personalità che ha un buon senso delle proporzioni. La scrittura dei messaggi, invece, è caratterizzata da un suo ordine, una sua chiarezza, una sua regolarità e da una certa maestosità. Qui la personalità di Vassula scompare e svanisce definitivamente dietro a quanto, a prima vista, sembra essere semplicemente una facciata un po’ rigida ed artificiale..

Conseguentemente questo solleva il dubbio di molte persone, sebbene giudichino positivamente gli stessi messaggi. Molto legittimamente si chiedono l’origine e l’autenticità di questa "ispirazione". Qui ha anche origine il sospetto delle menti critiche che in ciò trovano un significativo argomento per le obiezioni ai messaggi nella loro interezza. Così queste sostengono che sia una semplice manifestazione delle profondità psichiche della stessa Vassula. Questa interpretazione riduce gli scritti a un fenomeno che é ben conosciuto come uno scrivere paranormale. In quel caso non staremmo parlando del Gesù della fede Cristiana e di una rivelazione proveniente da Lui. Sarebbe invece qualcosa proveniente dal subconscio di Vassula che gradualmente verrebbe alla luce. Forse, si direbbe, potrebbe addirittura esserci un altro "spirito" che, in questo caso, potrebbe soltanto essere uno spirito maligno.

Cosa dunque dobbiamo pensare di tutto ciò? Ci troviamo di fronte ad una rivelazione di Dio, una lettera del Nostro Signore alla sua Chiesa o è semplicemente un esempio di quella che viene comunemente chiamata scrittura automatica? E’ la mano di Nostro Signore che ci scrive per mezzo della mano di Vassula o piuttosto è Vassula che ci descrive, in uno stato di trance, qualsiasi cosa le venga dal profondo del suo subconscio? E’ guidata da uno spirito parassita che abbiamo ben identificato per non essere ingannati da uno che si presenta a noi come proveniente dal Signore? Nel primo caso staremmo trattando di una scrittura ispirata. Nel secondo caso staremmo trattando di una scrittura paranormale o automatica.

Cosa è la Scrittura Automatica?

Si tratta di una scrittura che coinvolge sia i fenomeni paranormali o una sorta di divinazione. Nel nostro ministero di esorcisti non è raro imbattersi in questo fenomeno. La mano di qualcuno che si è data liberamente a questo tipo di guida, scrive da sé; non scrive tramite pensiero o intelligenza cosciente. Invece, si muove da una forza sconosciuta che non è soggetta alla volontà dello scrittore. Talvolta, in casi estremi, è lo strumento da solo (una penna o una matita) che, per il solo contatto di un dito, comincia a scrivere un messaggio.

Il messaggio può essere di alto valore letterario, anche spirituale, oppure può tendere verso il bizzarro, il ridicolo, o il volgare. A volte parla di un mondo dell’al di là, che è una sorta meravigliosa di paradiso, oppure può dare qualche semplice consiglio allo scrittore, o dargli un comando riguardo alla sua, vita pratica, quotidiana. Talvolta semplicemente risponde a domande che gli vengono rivolte, sia che si tratti della sua propria identità: "chi sei?" o sia che si tratti di cose che tendono alla zona pericolosa della divinazione. A volte la scrittura automatica può prevedere eventi futuri che, di fatto, possono effettivamente verificarsi. Quindi può dar luogo a falsità; può anche semplicemente rivelare un passato immaginario, ma plausibile che porta lo scrittore ad un falso ed eretico credo nella reincarnazione.

Lasciamo da parte, qui, la questione relativa alla definizione del problema delle caratteristiche letterarie di scrittura automatica. E’ abbastanza inusuale, infatti che colui che parla e che, per esempio, sostenga di essere Lamartine, effettivamente scriva versi di una qualità degna di Lamartine. Perché è il subconscio del soggetto che, anche se può avere alcuni pensieri tratti da Lamartine, esprime solo se stesso e non il noto autore.

Per rimanere nel contesto di questa introduzione, lasciamo da parte anche i rischi talvolta gravi che incorrono coloro che deliberatamente si danno al fenomeno paranormale di scrittura automatica. Vi sono rischi a livello di personalità che si scinde, in quanto il subconscio sale in superficie, mentre la consapevolezza psicologica è mantenuta in uno stato di sonno o come un ascoltatore passivo. In casi estremi, questo può provocare una sorta di schizofrenia artificiale. Vi sono anche rischi a livello spirituale in cui uno spirito maligno può approfittare di questa mancanza di vigilanza in una persona e quindi intervenire, prendendo così il controllo della persona. Follia o stato di trance da un lato; interferenza demoniaca dall’altro! Questi sono i due grandi pericoli da cui è, a volte, difficile sfuggire.

Qual’è il caso di Vassula?

Ora vediamo con attenzione quello che succede a Vassula. Ci sono tre situazioni da considerare.

  • • Nella prima situazione, Vassula riceve una "locuzione" del Signore, una parola interiore. Può essere, qualche volta, in una chiesa o un luogo pubblico. Se questa locuzione è un messaggio per tutti, lei lo scriverà quando è tornata a casa. E’ allora che la sua mano è guidata dalla mano del Signore e le caratteristiche grafologiche della sua scrittura personale si trasformano. Dalla sua scrittura personale, che è piccola, vivace e veloce, con una leggera inclinazione a destra, diventa una scrittura trasparente dritta, ben ordinata, calma, priva di particolari emozioni. In ogni caso, non è scrittura automatica, poiché c’è prima di tutto una parola interiore che viene poi seguita dalla reale scrittura della locuzione. Non abbiamo qui a che fare con il paranormale
  • • Nel secondo caso, vi è un dettato che è fatto dal Maestro di Vassula, la quale semplicemente scrive quello che sente. E’ quindi nella esatta situazione di ogni segretaria con il suo datore di lavoro. Ciò significa che lei mantiene la sua autonomia personale, la sua libertà e il suo pieno contatto con quanto la circonda. Può quindi interrompere la dettatura in qualsiasi momento; esempio: può rispondere al telefono e poi riprendere da dove aveva interrotto. Anche in questo caso il modello grafologico delle lettere non è il suo solito. Invece, si tratta di una verticale, dritta grafia facile da leggere e sempre tranquilla e misurata nella sua respirazione. Anche se la sua scrittura qui è diversa, Vassula mantiene il controllo completo di se stessa e del libero esercizio delle sue facoltà coscienti. Ella semplicemente scrive quello che riceve in una visione interiore di Gesù e ciò che sente da questa Voce che la ispira. Siamo dunque lontani dalla scrittura automatica.
  • • Infine, nella terza situazione, che, a volte, si fonde con la precedente, Vassula riceve una luce interiore che viene infusa e non ci sono parole chiaramente pronunciate. Ciò è quello che i mistici chiamano un "moto" dello Spirito Santo (sia spirituale o intellettuale) che deve essere trasformato nella nostra lingua con parole e frasi precise e può richiedere diverse espressioni che, a volte, sono lunghe. Vassula quindi si affretta a scrivere questa "intuizione" o "comprensione" che ha appena ricevuto in questo modo infuso. E’ allora, quando comincia a scrivere di suo pugno spontaneamente, che il Signore interviene e modella le lettere fatte dalla mano di Vassula nella Sua bella grafia, come se volesse dare a questa rivelazione un sigillo dall’alto. Non è quindi in alcun modo scrittura automatica. Come per convincerci di questo, il Signore, a volte, procede in un altro modo. A volte i messaggi da comunicare sono piuttosto lunghi e il tempo a disposizione è abbastanza breve. Allora il Signore permette a Vassula di scrivere il dettato con la sua (di lei) grafia, che è vigile e vivace. Ciò dimostra molto bene che Vassula non è in alcun modo condizionata da questo modo di scrivere né guidata da uno "spirito". La sua "esperienza" spirituale non ha, quindi, nulla in comune con il fenomeno della scrittura automatica.
È una Scrittura Ieratica (Sacra)

Guardiamo con attenzione a questa scrittura calma, dignitosa, misurata nei suoi movimenti e continuamente animata da una tendenza verticale. Le lettere mediane o le vocali non sono schiacciate dagli occhielli e dalle aste che, tuttavia, sono dominanti e si muovono con facilità nel proprio spazio anche se sono, a volte, un po’ confinate all’interno delle parole. L’insieme del testo comunque respira nello suo spazio.

Soprattutto, c’è un movimento continuo di andare e venire, che conferisce all’insieme un orientamento dall’alto al basso e dal basso all‘alto. Il testo della scrittura dà un’impressione verticale piuttosto che una orizzontale, con una marcata predominanza delle altezze. Non vi è, quindi, nulla della vita profonda e istintiva che viene impedito, ma questa profondità è padroneggiata e dominata dalle facoltà superiori. Non c’è nulla, allora, in questa scrittura, che sia diretto al Passato, e sorprendentemente, nulla che sia rivolto al Futuro, come se solo il momento presente fosse importante, o meglio, come se tutto fosse Presente in un unico OGGI.

Qui non vi è alcun segno di regressione egocentrica. Niente, infatti, indica una ricaduta verso se stessi; e le tendenze verso gli altri sono discrete, leggere e sempre esaltanti. C’è ovunque una evidente trasparenza di nobiltà, distinzione e meravigliosa chiarezza. L’unica cosa che è importante è questo doppio movimento verso l’alto e verso il basso, che costituisce il continuo ritmo interno. A volte scende alle profondità terrene, umane (che è il movimento dell’Incarnazione), e, a volte, vi è una elevazione percepibile verso un essere superiore che non può essere altro che il Padre. Inoltre vi è un po’ di rigidità e artificiosità in questa grafia in cui, almeno a prima vista, è difficile discernere un temperamento umano, molto sensibile e soggetto a variazioni (come si trova, peraltro, nella scrittura spontanea di Vassula). Questa dimensione è continuamente rivolta verso l’alto, relativizzata, e scompare dietro ciò che potrebbe sembrare essere una maschera. In realtà, così com’è, questa scrittura fa pensare all’ebraico, il linguaggio sacro per eccellenza, con il quale Dio parlò a Mosè e al suo popolo sul Sinai per rivelare la loro vocazione. È per questo che descriviamo questa scrittura come "Ieratica".

Cosa vuol dire Ieratico?

Nel teatro antico, vi era una maschera indossata dall’attore per nascondere il suo volto umano e identificarsi con le "passioni" della persona che interpretava nel dramma. Così l’individuo, che era generalmente ben noto, scompariva dietro chiunque o qualunque cosa egli rappresentasse. Quando Vassula scrive sotto dettatura del Signore, c’è qualcosa di simile in tali scritti, che possiamo chiamare "ieratico". Lei scompare, si eclissa dietro Colui che ci scrive. Andiamo ancora più a fondo. Nella Liturgia, il gesto ieratico è conservato nella Grande Preghiera Orientale (Ortodossa) e, fino al tempo del Concilio, lo è stato anche nella Liturgia Romana o Latina. È un gesto sacro, o più precisamente, un gesto sacralizzato. Esso non esprime un temperamento umano (quello del sacerdote o dei suoi assistenti) che arresta o vincola. Esso è eseguito da un uomo in carne ed ossa, che ha il suo carattere, le sue emozioni, i suoi difetti, anche la sua nazionalità, ma è, prima di tutto, un gesto divino. Tutto ciò che è relativo all’individuo stesso e alle sue origini sociali o geografiche viene cancellato dietro un atteggiamento che si perpetua in maniera immutabile nello spazio e nel tempo: perché il gesto ieratico va oltre il tempo. Si tratta di un gesto di Dio che viene eseguito da un uomo e che rimane sempre lo stesso nelle vicissitudini dei secoli.

Questo è il motivo della sua apparente freddezza e rigidità. Qui c’è un rischio, perché se il gesto rimane immutabile, potrebbe forse non riuscire a trasmettere lo Spirito e potrebbe assomigliare ad un ramo in cui la linfa non scorre più. Questo è il motivo per cui il Concilio Vaticano II ha voluto rivitalizzare i gesti liturgici, conferendo loro ancora una volta un aspetto più umano per essere più vicini alla nostra sensibilità moderna, ma sempre a condizione che noi non dimenticassimo che sono, soprattutto, gesti sacri e non quelli dei mezzi di comunicazione. La Liturgia è, prima di tutto, una preghiera e non teatro. Si tratta di un lavoro che è sia umano che divino, e non è quindi solamente espressione della nostra sensibilità individuale o collettiva. Non possiamo essere certi che questo secondo rischio sia sempre evitato accuratamente nella nostra Liturgia conciliare..

Torniamo ora alla "Bella Scrittura" del Signore, come Vassula ama definirla. È quindi una scrittura ieratica, in altre parole, una scrittura sacra priva di aspetto umano. E’ austera e non individualizzata, ma, allo stesso tempo, rivestita di una maestosa solennità. Senza prendere in considerazione il contenuto razionale che il messaggio trasmette, la scrittura ispira una grande pace in noi (ai quali essa è rivolta) irradiando luce e serenità. Veramente questa Scrittura è bella e può essere solo qualcosa di buono!

Qual è il motivo di questa scrittura ieratica?

Resta la questione del perché il Signore abbia scelto, per questi messaggi che Lui ha affidato a Vassula, di utilizzare questa scrittura ieratica che, per quanto ne so, Egli non usa in situazioni identiche. Infatti tante altre anime stanno ricevendo rivelazioni dal Signore senza questa modalità di scrittura.

Innanzi tutto, è veramente la prima volta che questo avviene? In realtà è una domanda che ci si può porre. Non sono le Sacre Scritture, per definizione un’opera di Dio, scritta, ovviamente, da mani umane, ma sotto l’ispirazione dello Spirito Santo? E’ bene ricordarlo, perché molte volte nella Rivelazione Dio stesso fa uso di Scritture scritte a mano per conservare il messaggio e per diffonderlo meglio e soprattutto per inciderlo nei nostri cuori di carne.

Questo è ciò che accadde al profeta Abacuc che, come noi, era turbato dal silenzio sorprendente di Dio davanti alle suppliche del suo popolo e all’ondata del Male. Egli decise: "Io mi metterò di sentinella sulla fortezza a spiare ciò che il Signore mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e mi disse: ’Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente, è una visione che attesta un termine parla di una scadenza e non mentisce; se indugia attendila, perché certo verrà e non tarderà... il giusto vivrà per la sua fede" (Ab. 2,1-4). Da confrontare anche con l’Apocalisse la "lettera" del Signore alle Sue sette Chiese: “All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi…" (Ap 2:1). Notare, anche, questa interruzione inaspettata e molto significativa: "Dopo che i sette tuoni ebbero fatto udire la loro voce, io ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che mi disse: "Metti sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo" (Ap. 10,4)

Anche se non si può dire che in questi casi Dio stesso scrivesse per mano del suo profeta, ci sono tuttavia due casi in cui ciò è esplicitamente detto.

Infatti, non è Dio stesso che, per mano di Mosè, incise i Dieci Comandamenti sulla pietra per inciderli sui cuori induriti del proprio popolo? Questi Dieci Comandamenti furono "scritti dal dito di Dio" (Es. 31,18), ma ovviamente avvenne per mano di Mosè. Ciò è dimostrato dalle parole: "Taglia due tavole di pietra ... Io scriverò su queste tavole..." Ma Dio disse a Mosè: "Scrivi queste parole... Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell‘alleanza, le dieci parole" (Es. 34:1, 27-28). Anche se non abbiamo visto queste due tavole incise dalla mano di Dio attraverso la mano di Mosè, è chiaro che la natura tipografica delle lettere, il loro "Scritto" è stato in lingua ebraica, perciò ieratica o sacra, spersonalizzata. Esse (le lettere) non rispecchiavano il temperamento umano di Mosè. Riflettevano, invece, la potenza e la trascendenza di Dio, che non era solo Colui che le aveva ispirate, ma più precisamente l’autore; come si dice "Dio scrisse...". Infine, dobbiamo anche ricordare che Gesù stesso, l’Uomo-Dio, il VERBO eterno del Padre, un giorno scrisse a terra con la sua mano! (Gv. 8,6). E’ chiaro agli occhi della fede che ogni sforzo per fare, qui, un’analisi grafologica potrebbe soltanto balbettare davanti a questa scrittura che non poteva essere classificata in alcuna categoria di scrittura nota essendo questa decisamente limitata. Tuttavia essa è certamente più vicino alla scrittura ieratica di Vassula che alle nostre grafie personalizzate che entrano in categorie ben definite..

Una Lettera del Signore alla Sua Chiesa

Pertanto, se il Signore, quando ci parla, non utilizza la solita scrittura di Vassula veloce, emotiva e commovente ma preferisce invece utilizzare questa scrittura ieratica e trascendente, è perchè ha le Sue ragioni. In tutta umiltà, e senza esagerazione, posso dire queste cose:

In altri messaggi che sono stati affidati ad altre anime privilegiate, il Signore parla a tutte le anime di buona volontà, a volte a persone specifiche, a volte alle comunità, o anche a tutti i fedeli (ai pastori e agli agnelli). Tuttavia, qui Egli parla, prima di tutto, ai pastori, a coloro che sono responsabili della sua Chiesa, quelli che l’Apocalisse chiama "L’Angelo della Chiesa di...". E’ quindi una LETTERA ALLA SUA CHIESA, così tanto divisa da lungo tempo e ancora minacciata da scismi interni, causati molto spesso da ragioni personali piuttosto che da diverse tradizioni liturgiche, o diverse scuole di teologia. Inoltre, chi potrebbe sostenere, ad eccezione dell‘Uomo Dio Stesso, di riassumere in una sola spiritualità, in un’unica visione teologica, in un unico sacro rito, il completo mistero ineffabile dei Tre Che Sono Uno!

Gesù, in questa Fine dei Tempi, in questo Tempo delle Nazioni, desidera farci entrare in contatto diretto con il fatto che è proprio Lui che parla con noi e ci scrive. La segretaria che scrive in questo caso è senza importanza e dovrebbe sparire dai nostri occhi. Questo è vero a tal punto che anche la sua scrittura personale, che rivela il suo essere più profondo, dovrebbe sparire dietro questa grafia che apparentemente è impersonale e artificiale, ma al contrario trascendente. Proprio come la personalità della dattilografa riflessa nella propria scrittura scompare totalmente dietro le lettere stampate della macchina da scrivere.

Qui, è dunque il Signore che parla, l’Uomo-Dio. È Lui che irrompe attraverso tutte le categorie di carattere o di ordine grafologico in cui si potrebbe racchiuderLo. Egli è colui che va al di là di tutte le nostre categorie psicologiche, tutte le nostre scuole di teologia che usiamo per definireLo. Egli è colui del Quale tutti i nostri sacri riti e le nostre diverse tradizioni liturgiche provano a balbettare il mistero, senza mai riuscire ad esaurirlo.

Ed Egli parla alla sua Chiesa Divisa. Le scrive una lettera per annunciare che il Suo Ritorno è vicino e ci invita alla conversione dei Cuori al Suo Cuore in unione al Cuore di Sua Madre intraprendendo il cammino verso l’Unità, soprattutto nell’unità della celebrazione liturgica della Pasqua. Allora tutta l’umanità riuscirà a credere che Gesù è Risorto ed è realmente il Figlio di Dio e Salvatore di tutti. (Gv.17: 21-23).

Nel dare alla Sua scrittura questa forma ieratica e sacra così vicina alle icone ed evocativa dell’Ebraico, la lingua della Rivelazione, forse il Signore vuole dire qualcosa di ancora più profondo! Non desidera forse ricordarci che Egli è l’Autore delle Sacre Scritture che illuminano tutta la nostra storia umana e che, come si arriva alla fine di questa storia sacra, Egli sta intervenendo personalmente per aprire il Libro dell’Apocalisse e rivelarci il mistero in esso contenuto?

Non si può non ricordare il passo del Libro dell’Apocalisse che è così evocativo dell’esperienza spirituale vissuta da Vassula: "Ho sentito dietro di me una voce potente, come di tromba che diceva: ’Quello che vedi, SCRIVILO IN UN LIBRO e mandalo alle sette Chiese. Come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi in mezzo ai sette Candelabri d’oro (le sette Chiese) qualcuno che sembrava un figlio di uomo che mi disse: Io sono il Primo e l’Ultimo, il VIVENTE ... io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho il potere sopra la morte e sopra gli inferi ... "’(Ap.1,10).

"Sì, beati coloro che ascoltano ciò che lo Spirito dice alle Chiese e che mettono in pratica le cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino" (Ap. 1,3).

Potrei aggiungere che normalmente Vassula, la dattilografa, per rispetto al suo Maestro, scrive ciò che le viene dettato in ginocchio. Non potremmo forse anche noi ricevere (almeno in senso figurato) in ginocchio, questa lettera di Nostro Signore alla Sua Chiesa, per le Sette Chiese, che siamo noi?